Soft skills e successo personale

dalla conoscenza alla consapevolezza

Dietro la pseudo retorica delle competenze trasversali e delle dinamiche lavorative e organizzative si cela, in realtà, un mondo articolato e complesso fatto, banalmente, di persone. Esseri umani che vivono, lavorano, interagiscono, si adattano e, a volte, sopravvivono.

Negli scenari odierni il ruolo del sapere, nelle accezioni puramente “hard”, conta ormai relativamente. Ma questo, forse, già da tempo.

Il focus centrale è, invece, ricoperto da quel saper essere e saper fare che tessono i nodi fondanti del successo, della performance, del risultato, ma anche e soprattutto della qualità del lavoro.

Parola d’ordine dunque: soft skills.

Dalle competenze psicosociali alle soft skills

L’ambiente lavorativo odierno è caratterizzato da un'evoluzione rapida, costante e quasi compulsiva, dove l'innovazione tecnologica e l'automazione stanno vorticosamente rimodellano le dinamiche professionali. 

Questo incipit, pur se necessario, ha il sapore di acre retorica considerando che, già a partire degli anni ’60, si cominciava a diffondere la necessità di affidarsi a competenze psico-sociali che poi, nel tempo, sono state identificate ed etichettate con il terminesoft skills. 

Secondo la Business School del gruppo giornalistico ​

italiano Il Sole 24 Ore le aziende non cercano più lavoratori con un bagaglio tecnico predefinito, ma persone che sappiano collaborare, comunicare e adattarsi. Apparentemente niente di straordinario, considerando che alla base di tali competenze sono radicati precisi e universali bisogni umani.

Queste competenze “soft” rappresentano un elemento di distinzione, un vero valore aggiunto. Un fattore predittivo di successo.

Se le competenze tecniche (hard skills) sono quasi date per scontate, tutto questo non lo è affatto per quelle trasversali.

Soft skills come competenze strategiche

In linea di massima potremmo definire le soft skills come l’insieme di abilità, saperi e atteggiamenti che ci fanno operare in modo efficace all’interno di un contesto lavorativo.

Pensiero critico, resilienza, leadership, capacità di lavorare in team, problem solving, comunicazione sono oggi tra le competenze più richieste.

Almeno così è per il World Economic Forum, per Reuters, per Multiverse, per Michael Page Italia, per l’Agenda Digitale (Marzo 2025) e persino per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano (PNRR), in considerazione del loro inserimento formale nei criteri di selezione pubblica. Decisamente un grande salto culturale.

Il saper essere e il saper fare diventano una vera strategia, un pre-requisito, un moderno habitus che può fare davvero la differenza.

Probabilmente questa differenza c’è sempre stata ma non ce ne eravamo ancora accorti.

D’altronde, è altamente probabile che passerà un pò di tempo prima che alcuni saperi diventino verità imprescindibili per essere mentalizzati, introiettati, digeriti e universalmente riconosciuti. È nella natura delle cose.

Competenze trasversali come priorità assoluta

Andando oltre ogni riflessione, secondo il World Economic Forum nel suo aggiornamento del "The Future of Jobs Report 2025", le soft skills rappresentano, a tutti gli effetti, una priorità assoluta per le aziende di tutto il mondo.

Lo studio, nello specifico, ha evidenziato dei dati che fanno certamente eco:

- Il 94% delle aziende considera le soft skills più rilevanti delle competenze tecniche. Ottima scoperta.

- Le competenze più richieste includono: pensiero critico, creatività, leadership empatica e gestione del cambiamento. Facile a dirsi!

- Le soft skills sono strategiche per affrontare l’evoluzione e il dominio delle nuove tecnologie. È una insindacabile verità.

- La comunicazione interpersonale, la capacità di relazionarsi in modo efficace e il problem-solving sono competenze quasi obbligatorie. Lo sono sempre state!

FONTI

World Economic Forum (2025).The Future of Jobs Report 2025. World Economic Forum. 

Harvard Business Review – www.hbr.org

McKinsey & Company (2023). The Future of Work: How Jobs, Skills, and Workplaces Will Change - www.mckinsey.com

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