dalla conoscenza alla consapevolezza
Dimostrare di avere leadership, di gestire bene lo stress e di ascoltare in modo attivo non è un compito semplice, né agevole. Le soft skills, infatti, sono difficilmente misurabili, al contrario di quelle hard.
Parlare di tali competenze come se rientrassero in parametri e/o range stabiliti e precisi è un vero abbaglio. Occorre, a monte, un lavoro differente. Un vero processo di conoscenza e consapevolezza. Solo successivamente tali competenze possono essere implementate, affinate, valorizzate in modo pragmatico e spese strategicamente tra le fitte reti delle dinamiche lavorative.
Parlare di problem solving suona, infatti, quasi umoristico. Tutti gli esseri animali e, dunque, anche l’uomo, possiedono tale abilità. È nel nostro patrimonio genetico.
Parlare di empatia lo è ancora di più. Tutti gli esseri umani sono empatici, chi più chi meno, salvo eccezioni che sconfinano nella psicopatologia.
Quindi alcune skills possono essere sicuramente potenziate. Altre competenze meritano, invece, un vero e proprio lavoro di empowerment.
Gestire i conflitti, negoziare, essere flessibili, ascoltare in modo attivo comportano l’attivazione di molti aspetti caratteriali, di personalità, di vissuto e di elaborazione delle esperienze.
Non è un passaggio automatico come può esserlo per le hard skills.
Negli scenari odierni il ruolo del sapere, nelle accezioni puramente “hard”, conta ormai relativamente. Ma questo, forse, già da tempo.
Il focus centrale è, invece, ricoperto da quel saper essere e saper fare che tessono i nodi fondanti del successo, della performance, del risultato, ma anche e soprattutto della qualità del lavoro.
Parola d’ordine dunque: soft skills.

Un bagaglio obbligatorio di competenze trasversali
Trovare e intercettare persone con un certo bagaglio di soft skills già strutturato e maturo, diventa una vera missione per le Direzioni HR di tutte le aziende private e delle pubbliche amministrazioni.
Al contempo tali competenze diventano un segno distintivo, l’elemento realmente qualificante, un vantaggio competitivo. La cosiddetta marcia in più.
Le soft skills possono essere apprese, allenate, potenziate, valorizzate quindi e consentono, di fatto, di “vivere meglio”, proprio come afferma anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Sono “competenze di vita.”
Parlare di competenze trasversali significa parlare, pertanto, della Persona, ovvero riferirsi alle sue sfaccettature cognitive (problem solving, decision making, pensiero critico, creatività); alle architetture relazionali (empatia, comunicazione, gestione del conflitto, collaborazione in team); agli aspetti emotivi (consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, stress management).
Persone, non risorse
Le soft skill si riferiscono, quindi, alla Persona e una risorsa umana non è semplicemente una risorsa lavorativa. Il termine competenze trasversali deriva dal fatto che esse si intrecciano indissolubilmente con ogni aspetto della vita lavorativa e privata dell’individuo. Anche questa è consapevolezza. Finalmente!
Soft skills, dunque, come competenze chiave, centrali, cruciali. Per favorire il vero e sensato passaggio culturale occorre informare, sensibilizzare, formare, valorizzare. Attuare programmi dettagliati e specifici di formazione è un passo obbligato e utile, così come diffondere corsi online, workshop interattivi, sessioni di coaching, simulazioni, sino all’utilizzo strategico di serious games. Ma questo, suppongo, sia solo la consueta punta di un iceberg.
Competenze trasversali come priorità assoluta
Andando oltre ogni riflessione, secondo il World Economic Forum nel suo aggiornamento del "The Future of Jobs Report 2025", le soft skills rappresentano, a tutti gli effetti, una priorità assoluta per le aziende di tutto il mondo.
Lo studio, nello specifico, ha evidenziato dei dati che fanno certamente eco:
- Il 94% delle aziende considera le soft skills più rilevanti delle competenze tecniche. Ottima scoperta.
- Le competenze più richieste includono: pensiero critico, creatività, leadership empatica e gestione del cambiamento. Facile a dirsi!
- Le soft skills sono strategiche per affrontare l’evoluzione e il dominio delle nuove tecnologie. È una insindacabile verità.
- La comunicazione interpersonale, la capacità di relazionarsi in modo efficace e il problem-solving sono competenze quasi obbligatorie. Lo sono sempre state!
FONTI
Abele-Brehm, A., & Oberg, S. (2022). The Importance of Soft Skills for Career Development: Implications for Educational and Organizational Practice. Routledge.
Anderson, M., & Roberts, S. (2024).Soft Skills in the Workplace: A Critical Review of Current Practices and Future Directions. Harvard Business Review Press.
Duggan, C., & McDonnell, A. (2024).Developing Soft Skills for Career Success in the Age of Automation. Cambridge University Press.
Goleman, D., Boyatzis, R., & McKee, A. (2023).Emotional Intelligence and Leadership: An Update for the 21st Century. Jossey-Bass.