Straining in azienda: la "zona grigia" del benessere lavorativo che i leader devono conoscere

Che cos'è lo Straining?

Nelle dinamiche organizzative moderne si parla spesso di stress, burnout e mobbing. Esiste tuttavia una forma di disagio lavorativo altrettanto lesiva ma decisamente meno nota e più difficile da identificare: lo straining.

Firmato dal Dott. Renato Votta, questo approfondimento esplora una vera e propria "zona grigia" della salute psicosociale nei contesti professionali, analizzando come si differenzia dalle altre sindromi e perché i responsabili delle Risorse Umane e i dirigenti non possono più permettersi di ignorarlo.

Che cos'è lo Straining?

Il termine deriva dall'inglese "to strain" (stringere, storcere, mettere sotto pressione). Nel contesto lavorativo, lo straining si configura come una situazione di stress forzato, in cui la vittima subisce almeno un’azione ostile con effetti negativi duraturi nel tempo.


A differenza del mobbing, che richiede una continuità di azioni vessatorie ripetute nel tempo (almeno sei mesi), lo straining può derivare anche da un singolo episodio — come un demansionamento, un trasferimento ingiustificato o l'esclusione improvvisa dai flussi informativi aziendali — i cui effetti di emarginazione rimangono costanti e penalizzanti per il lavoratore.

I tratti distintivi: Straining vs Mobbing

Per i Decision Maker e i professionisti HR è fondamentale saper distinguere queste due realtà:


- Il Mobbing: È un attacco continuo, una strategia persecutoria mirata a isolare o espellere il dipendente attraverso una molteplicità di comportamenti ostili.


- Lo Straining: Manca della frequenza e della ripetitività del mobbing. C'è un'azione singola o limitata che modifica permanentemente e in peggio la condizione lavorativa della persona, ponendola in uno stato di sottomissione e stress psicologico cronico.

Le conseguenze sul clima aziendale e sulla PA

Lo straining non danneggia solo la singola risorsa, ma ha un impatto devastante sull'intero ecosistema organizzativo:

- Calo della produttività: L'emarginazione genera demotivazione e disimpegno.


- Costi indiretti: Aumento dell'assenteismo, del turnover e delle richieste di trasferimento.


- Danno reputazionale: Un ambiente percepito come tossico fatica ad attrarre e trattenere i migliori talenti.

Lo straining non danneggia solo la singola risorsa, ma ha un impatto devastante sull'intero ecosistema organizzativo:

- Calo della produttività: L'emarginazione genera demotivazione e disimpegno.


- Costi indiretti: Aumento dell'assenteismo, del turnover e delle richieste di trasferimento.


- Danno reputazionale: Un ambiente percepito come tossico fatica ad attrarre e trattenere i migliori talenti.

Come intervenire: il ruolo della Leadership e della Formazione

Prevenire lo straining richiede una leadership empatica, trasparente e dotata di elevate competenze trasversali.
I manager devono essere in grado di gestire i conflitti prima che degenerino e di strutturare processi di riorganizzazione aziendale che rispettino la dignità professionale di ogni individuo.


In questo scenario, l'alleato principale delle Direzioni HR è la formazione continua e l'allenamento delle Soft Skills legate all'intelligenza emotiva e al benessere organizzativo.


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Ogni percorso formativo viene inoltre tracciato e validato tramite Open Badge 3.0 in tecnologia Blockchain, garantendo all'organizzazione la misurabilità dello sviluppo delle competenze interne e la piena conformità alle linee guida sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

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